Domande frequenti

  • Se decido di proseguire una gravidanza indesiderata, che tipi di aiuto mi offre il CAV?

Il CAV offre diversi tipi di aiuto alle donne e alle coppie in difficoltà per una gravidanza inattesa.

Al CAV sarai accolta e ascoltata nelle tue necessità. Riceverai sostegno affettivo, psicologico, socio-assistenziale, sanitario, economico.  

Gli aiuti materiali vanno dalla fornitura di alimenti per il bambino, pannolini e attrezzature varie, a contributi economici (buoni spesa e buoni farmacia, integrazioni per il pagamento di utenze, ecc.).

In casi particolari è prevista l’attivazione di un Progetto Gemma, una forma di adozione prenatale a distanza che fornisce un aiuto economico mensile per gli ultimi sei mesi di gravidanza e il primo anno di vita del bambino.

Se necessario, i volontari CAV si attivano – nei limiti del possibile – per aiutare te e la tua famiglia a trovare alloggio o lavoro.

  • Si può partorire in anonimato?

Non tutte le donne riescono ad accogliere la loro maternità, per motivazioni diverse, che vanno comprese e riconosciute.

Nel caso che una donna abbia consapevolmente deciso di rinunciare al bambino, al momento del parto in ospedale le sarà garantita la massima riservatezza, unita a interventi adeguati ed efficaci, per assicurare – anche dopo la dimissione – che il parto resti anonimo.

La legge consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale in cui è nato (DPR 396/2000, art. 30, comma 2) affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica. Il nome della madre rimane per sempre segreto e nell’atto di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”.

L’ospedale presso il quale avviene la nascita deve assicurare alla madre e al neonato la piena attuazione dei rispettivi diritti, tramite i suoi operatori sanitari, socio-assistenziali e amministrativi.

In caso di mancato riconoscimento da parte della madre, alla formazione dell’atto di nascita (e quindi identità anagrafica, acquisizione del nome e cittadinanza) provvederà il medico o l’ostetrica che hanno assistito al parto (DPR 396/2000, art. 30, comma 1).

Verrà aperto un procedimento di adottabilità e il bambino vedrà garantito il suo diritto a crescere ed essere educato in una famiglia, di cui assume lo status di figlio legittimo.

Quanto alla mamma, il suo diritto a rimanere anonima persiste e non può essere mai minacciato o leso.

Tutti i dettagli su salute.gov

  • Non ho mai avuto tra le mani un neonato. Come potrò avere cura del mio bambino?

Le volontarie del CAV ti accompagneranno con la loro esperienza. Ma puoi contare anche sui corsi (sull’allattamento, l’igiene, i massaggi, la ginnastica, il sonno, ecc.) offerti dal Consultorio familiare che lavora in sinergia con il CAV.